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Adolescenti Responsabili

Adesso che gli adolescenti stanno aderendo in massa (molto più che i 60enni) alla campagna di vaccinazione dove sono le voci che li descrivevano irresponsabili, incapaci di affetti verso i loro nonni, restii ad assumersi la fatica di limiti e restrizioni? Certo ci sarà sempre chi vorrà dare a questo gesto il senso di un tentativo di sentirsi liberi di girovagare in lungo e in largo senza limitazioni, di potersi lasciar andare a qualunque vizio, come se ci si fosse dimenticati la forza del desiderio di libertà e di scoperta che l’adolescenza mette nel petto dei bambini di ieri, adulti di domani, alla ricerca di sé e dell’altro.

Una ricerca che molti di noi adulti hanno rinunciato a fare, con la scusa del rischio contagio ci rinchiudiamo nella sicurezza effimera delle nostre quattro mura, con la nostra tv, le nostre torte e le pizze che tanto ci fanno sentire bravi. Guardiamo con malcelata invidia l’energia che anima i nostri giovani, e invece di ammirare giudichiamo, critichiamo, etichettiamo.

Li vogliamo in casa, ma non davanti ai videogiochi; li vogliamo bravi a scuola, ma non con una loro testa per pensare e giudicare la qualità di quella scuola; li vogliamo pieni di amici, ma quelli che piacciono a noi; li vogliamo ubbidienti e rispettosi delle regole, ma anche appassionati lottatori per i principi importanti per noi, insomma li vogliamo  diversi da come sono.

E se invece questa volta la loro corsa al vaccino fosse la dimostrazione che hanno capito il valore della libertà, ma anche quello della responsabilità sociale? Se avessero messo in moto il loro pensiero per spazzare via dal loro orizzonte i complottisti e i fatalisti e volessero credere al valore della ricerca e della scienza? E se questa volta fossero loro, i minorenni, a chiedere ai genitori preoccupati dei microchip sotto pelle, di essere portati agli hotspot per essere vaccinati al più presto?

Quanto farebbero apparire molti adulti inadeguati ai loro occhi?

Impariamo ad accettarli nella loro voglia di vita, a volte strabordante, ma fondamentale per diventare adulti dal pensiero indipendente.


Italiani sempre più sotto stress

Dall’ultima rilevazione effettuata dall’Istituto Piepoli, Il 34% degli italiani presenta livelli di “stress elevato”, 10-15 punti in più rispetto ai valori medi degli anni precedenti. Le fonti principali sono: l’emergenza Covid (54%), le preoccupazioni per l’economia (44%), le condizioni lavorative (37%), l’organizzazione famiglia/lavoro e le relazioni con partner e figli (26%). Se mettiamo insieme questi numeri, ci rendiamo conto come il benessere psico-fisico delle persone sia fortemente influenzato dalla situazione pandemica e da tutte le conseguenze effettive o temute che essa ha sulla vita di tutti noi, a volte senza che ne abbiamo piena consapevolezza. Infatti sulla nostra quotidianità incombono impegni lavorativi, familiari o scolastici che devono essere comunque rispettati nonostante le limitazioni, le paure e le difficoltà organizzative. Questo ci impone di apportare continue modifiche alle nostre routine, che anzi cessano di essere routine proprio in virtù dell’estrema incertezza che caratterizza questo periodo. Ma gli esseri umani nascono abitudinari: funzioniamo bene se la nostra vita può contare su un certo numero di prassi consolidate, situazioni note, azioni ripetitive che possiamo compiere senza porre troppa attenzione, orizzonti definiti. Dai ritmi di sonno-veglia, a quelli dei pasti, all’orario lavorativo, agli appuntamenti con gli amici, al momento in cui prenotare le vacanze estive, ci piace fare progetti e pianificare il nostro tempo. Prima di questa pandemia la nostra vita era scandita da alcuni rituali che rispondevano al nostro bisogno di ‘ancoraggio’, di piccole certezze. Tutto messo in crisi dal Covid che come un tornado ha sparigliato le carte e ci ha gettati nell’incertezza sulla nostra salute, quella di nostri cari, o delle persone che incrociamo al supermercato, sul quando e come poter vedere gli amici, uscire a fare un giro per il puro gusto di farlo, alle modalità di lavoro, al lavoro stesso. In tutta questa incertezza, dove niente sembra offrire garanzie di durabilità, è normale sentirsi disorientati, privi di motivazione e di energia; nel mio lavoro non è raro imbattermi in persone che raccontano di aver perduto ogni interesse anche per quelle attività di tipo hobbistico che sembravano la meta agognata nei periodi di lavoro intenso e che oggi, pur avendo la possibilità di dedicarvi tempo, hanno perso smalto, attrattività. Per altri la crisi è legata alla percezione di un conflitto interno tra l’idea di sé come persone attive e piene di energia e l’osservazione di una realtà di sé quasi irriconoscibile per inerzia e pigrizia. C’è da dire che tutto questo passerà: come dice un brano di un famoso pezzo di Renato Zero <<nessuna notte è infinita…>>


Adolescenti in sofferenza

I recenti avvenimenti che hanno visto protagonisti adolescenti rissosi e violenti, hanno fatto emergere un disagio che sembra troppo semplicistico catalogare come puro disprezzo delle regole. Quello che abbiamo potuto osservare negli ultimi 11 mesi è una periodica emissione di regole a volte più restrittive, altre leggermente permissive, ma sempre all'interno di una cornice ansiogena e colpevolista. E se da un lato il diritto alla salute è imprescindibile, dall'altro come adulti abbiamo il dovere di riflettere su cosa significhi salute.
Secondo l'OMS salute non è la semplice assenza di malattia, ma uno stato di benessere dell'individuo che si deve realizzare in tutti gli ambiti fondamentali della vita: lavoro, relazioni, sessualità; questo significa che non basta curare malattie e proteggersi rispetto a virus o contagi, occorre produrre ogni sforzo per tutelare anche le altre aree della vita che concorrono anch'esse al benessere dell'individuo. A maggior ragione quando stiamo parlando di giovani, quegli stessi ai quali domani chiederemo di essere efficienti al punto da pagare le nostre pensioni. Invece le risse e gli assembramenti cui stiamo assistendo sono proprio l'espressione di un malessere che non trova nessun contenitore istituzionale o informale che sappia leggerlo, comprenderlo e curarlo. Non condanniamo sommariamente i nostri adolescenti, ma cerchiamo di comprendere il loro senso di smarrimento, vestendo per loro l'abito dell'adulto competente, che non ha tutte le risposte ma è capace di dare una lettura della realtà il più possibile serena e consapevole. Consapevole di essere noi stessi in difficoltà, riconoscendo il nostro bisogno di chiedere aiuto, abbandonando la supponenza di essere in grado di fronteggiare qualsiasi emergenza come si affronta una partita di calcetto scapoli-ammogliati. Il nostro è un tempo difficile, per gli adulti e per gli adolescenti in modo diverso, ma pur sempre difficile. aiutiamoli e aiutiamoci a superarlo affidandoci a professionisti competenti. Come quando abbiamo un malessere nel corpo cerchiamo il medico, così dobbiamo sapere che il malessere della psiche non è necessariamente pazzia, ma merita la giusta attenzione da parte di un esperto appositamente preparato.

Covid-19

La Pandemia ci ha prima colti di sorpresa, poi preoccupati, allarmati, impauriti, stressati, stancati... Siamo sottoposti a sollecitazioni importanti da diversi mesi e non sempre le informazioni ci arrivano da fonti attendibili: è difficile districarsi e capire cosa è giusto fare, cosa è adeguato e cosa no. Cliccando sul bottone sotto, puoi scaricare gratuitamente il vademecum dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia con alcuni validi consigli per affrontare questo difficile periodo mantenendo lucidità e serenità.

Ordine Psicologi-vademecum-coronavirus.pdf